Pomodoro da industria, accordo a 134€/t non soddisfa gli agricoltori: “Costi produzione troppo elevati”

MANTOVA – Fumata bianca per l’accordo relativo al prezzo del pomodoro da industria per la campagna produttiva 2026: nel bacino del Nord Italia si è raggiunta l’intesa a 134 €/t (137 €/t se si comprendono i servizi e di premialità legate ai tempi di raccolta).

Se da un lato vi era la necessità di determinare una quotazione per poter consentire la programmazione delle attività di trapianto e raccolta, dall’altro è innegabile come la trattativa non soddisfi la parte agricola: “I 137 €/t pattuiti – spiega Corrado Ferrari, presidente della sezione pomodoro da industria di Confagricoltura Mantova e Confagricoltura Lombardia – per la parte agricola si trasformano in realtà in 134 €/t, in quanto occorre togliere dalla cifra iniziale i costi dei servizi, che incassano solo le Op. Noi avevamo avanzato una precisa richiesta, vale a dire un prezzo pari a 138 €/t, che non è stata ascoltata”.
“La situazione è certamente complicata – prosegue Ferrari – data l’urgenza legata alla programmazione, era necessario arrivare ad un accordo. Quello che chiediamo è soprattutto la garanzia, da parte dell’industria, di portare a compimento una campagna produttiva che, sotto l’aspetto economico, non si profila certo molto positiva. Nonostante i bilanci dei trasformatori negli ultimi anni siano stati più che rosei, le proposte di prezzo sono sempre al ribasso“.

Ciò che al ribasso non è invece è la voce “costi di produzione” per le aziende agricole: le tensioni geopolitiche degli ultimi mesi hanno fatto impennare le quotazioni di gasolio agricolo e fertilizzanti, nell’ordine del 40-50%. Per pareggiare i costi di coltivazione dunque, sarebbe necessaria una produzione di 800-850 q/ha con un prezzo (netto alle aziende) di 138 euro/t.