Scultura pittura e incisione al Torrazzo di Commessaggio con la mostra di tre artisti

COMMESSAGGIO – Scultura, pittura e incisione dialogano nella suggestiva cornice del Torrazzo Gonzaghesco di Commessaggio. È stata inaugurata e rimarrà allestita fino al 13 dicembre la mostra “Dal segno alla forma – Corpo, linea e luce”, che mette a confronto le opere di tre artisti dai linguaggi distinti: Vincenza Zampardi per la scultura, Pierluigi Montani per la pittura e Ivan Sucameli per l’incisione. L’evento è promosso dall’associazione culturale Il Torrazzo – APS, nell’ambito del percorso di valorizzazione dello storico Torrazzo, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Commessaggio e con il patrocinio del Distretto Culturale Le Regge dei Gonzaga.

Tre autori differenti per caratteristiche e peculiarità, con percorsi autonomi e diverse esperienze artistiche, trovano così uno spazio comune uniti dalla costante ricerca sul linguaggio visivo e sui rapporti tra segno, materia e gesto di costruzione dell’immagine. Fin dal titolo dell’esposizione si intuisce l’obiettivo del progetto: mostrare l’origine del processo creativo dell’artista, partendo dai primi segni e movimenti per arrivare alla definizione di una forma pittorica o plastica dotata di una propria identità. I tre protagonisti interpretano in modo differente i passaggi che conducono all’opera finita, ponendo a confronto tre linguaggi diversi come la scultura, la pittura e la grafica. A rendere particolarmente interessante il confronto espositivo è la diversa concezione del segno che emerge dai tre percorsi: nella scultura della Zampardi si traduce in una forma plastica che accoglie, nella pittura di Montani diventa stratificazione, memoria e testimonianza, mentre nell’incisione di Sucameli si manifesta come gesto, ritmo e impulso generativo.

Vincenza Zampardi, scultrice e docente di scultura, propone una ricerca plastica incentrata sul corpo e sulle forme organiche. Nelle sue opere la materia sembra liberarsi dal peso e dalla rigidità per trasformarsi in volumi, cavità e superfici avvolgenti. Le sue sculture, spesso caratterizzate da un’essenzialità formale e da tonalità chiare, evocano presenze naturali e corporee, suggerendo immagini legate alla maternità e all’accoglienza. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove ha conseguito anche la specializzazione in Tecnico del Restauro, Zampardi vive e lavora tra Mantova e Parma.

Pierluigi Montani, architetto, docente e artista, presenta un’indagine pittorica nella quale il segno assume una dimensione critica e narrativa. Le sue superfici, costruite attraverso sovrapposizioni cromatiche e stratificazioni, si configurano come luoghi di memoria e di riflessione. La sua pittura non si limita a registrare un’esperienza visiva, ma diventa uno strumento per interrogare la realtà, le sue contraddizioni e le trasformazioni della società, invitando lo spettatore a sviluppare uno sguardo autonomo e consapevole. Formatosi all’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma e laureatosi in Architettura al Politecnico di Milano, Montani ha sviluppato negli anni una ricerca personale che attraversa pittura, scultura e installazione, vantando esperienze espositive in Italia e all’estero.

Ivan Sucameli, incisore nato a Palermo nel 1969, sviluppa invece una ricerca in cui il segno grafico diventa espressione di energia, movimento e tensione dinamica. La sua formazione, maturata all’Istituto Statale d’Arte di Palermo e nelle Accademie di Belle Arti di Torino e Palermo, si è completata con un diploma in Decorazione e un’esperienza di studio in Austria presso la Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst di Salisburgo. Il suo tratto si presenta talvolta graffiato, calligrafico e giocoso, talvolta materico e oscuro. Nelle sue opere le geometrie non sono strutture statiche, ma vengono attraversate da linee e forze che sembrano spingersi oltre i propri limiti. L’artista stesso individua nel movimento, nella velocità e nell’energia cinetica le principali fonti d’ispirazione, affiancato da riferimenti ideali come Joan Miró, Alexander Calder ed Emilio Vedova.