SUZZARA – Questa mattina al Centro Piazzalunga si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Giornalistico Giordano Cucconi, giunto alla VIII edizione, alla presenza del sindaco Alessandro Guastalli e dell’assessore alla cultura Stefano Rosselli.
L’incontro ha visto protagonisti i giornalisti Gianluca Zurlini e Fabrizio Binacchi, che hanno intervistato Paolo Boldrini (già direttore di Nuova Ferrara, Gazzetta di Mantova e Corriere Romagna) ed Erik Bennati (Ic.1 “Margherita Hack”, autore del podcast “Suzzara 4.0”).
“Il Premio alla Carriera a Paolo Bodrini – ha detto Fabrizio Binacchi – è una forma di riconoscimento di un grande rapporto e di una grande amicizia professionale. Paolo da direttore della Gazzetta chiamava Giordano per primo tra i corrispondenti. Partendo da Suzzara si capivano tante cose della provincia di Mantova. Paolo merita questo premio perché ha interpretato il valore del rapporto del cronista del territorio che Giordano ha svolto con competenza e conoscenza per tutta la vita”.
“Sono molto contento oggi di ricevere il Premio alla memoria di Giordano Cucconi perchè per me era un amico oltre che un collega molto corretto – ha dichiarato Boldrini – Io ero molto affezionato a lui tant’è vero che nei 7 anni in cui sono stato caposervizio della provincia alla Gazzetta di Mantova la mia giornata cominciava con una telefonata e l’ultima era sempre con Giordano perché i suoi pezzi erano sempre molto più lunghi di quanto gli chiedevo e quindi era necessario procedere a qualche taglio ma tutto veniva in un clima di grande cordialità e correttezza”
Alla cerimonia erano presenti i componenti della giuria del Premio, insieme a Marina Cucconi e al marito Mauro Alberti, oltre alla moglie e alla figlia di Boldrini, l’ex collega Luca Ghirardini e l’ex amministratore delegato Lorenzo Bertoli.
Il sindaco Guastalli e Marina Cucconi hanno consegnato a Paolo Boldrini una targa alla carriera, mentre Erik Bennati è stato premiato per il suo lavoro digitale nel mondo del podcasting.
Al termine, Fabrizio Binacchi ha letto la dedica di Paolo Boldrini alla giornalista palestinese Fatima Hassouna, uccisa durante un attacco israeliano: “Mercoledì 16 aprile un attacco israeliano nel quartiere di Al Touffah di Gaza City ha colpito la casa della fotogiornalista palestinese Fatima Hassouna, uccidendo lei e dieci membri della sua famiglia. Laureata in multimedia all’University college of applied sciences di Gaza, Fatima, 25 anni, non era solo una fotogiornalista, ma una testimone visiva di una realtà che diventa ogni giorno più dura. Dal 7 ottobre 2023 documentava la vita quotidiana degli abitanti dell’enclave palestinese. Ha ripreso tutto: gli sfollamenti forzati, le devastazioni causate dagli attacchi, la morte dei suoi connazionali sotto le bombe, il loro ritorno a ciò che rimaneva delle loro case dopo il cessate il fuoco, ma anche i sorrisi dei bambini tra le rovine. Alcune ore prima di essere uccisa, Fatima aveva postato una foto del tramonto dal suo balcone, scrivendo: “Questo è il primo tramonto da molto tempo”. In un post precedente aveva scritto: “Per quanto riguarda la morte inevitabile, se morirò, voglio una morte rumorosa, non mi voglio in una notizia dell’ultima ora, o in un numero con un gruppo, voglio una morte che sia sentita dal mondo, una traccia che duri per sempre, e immagini immortali che né il tempo né lo spazio possano seppellire”.
La cerimonia si è conclusa con un buffet offerto a tutti i presenti, in un clima di partecipazione e memoria condivisa.













