Famiglia nel bosco, magistrati “preoccupati” per ispezione tribunale. Salvini attacca: “Vergognatevi”

(Adnkronos) – Ispettori del ministero della Giustizia al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, sotto la lente la vicenda della ‘famiglia nel bosco’. Mentre l’Anm lancia l’allarme esprimendo “preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione”, il vicepremier e ministro Matteo Salvini parte all’attacco dei magistrati, accusati dal leghista di anteporre il lavoro dei colleghi al benessere dei tre figli della coppia allontanati dai genitori. Intanto la presidente del Trubunale scrive al Csm in merito all’ispezione e il ministero della Giustizia risponde. 

 

“Esprimiamo la nostra preoccupazione – spiega la Giunta esecutiva centrale dell’Anm in una nota -per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni di L’Aquila. Desta perplessità, in particolare, che l’attività ispettiva si sia estesa, secondo quanto emerge, anche allo sviluppo di un procedimento ancora in corso, con possibili ricadute sui delicati equilibri tra controllo amministrativo e funzione giurisdizionale”. 

“Si tratta di profili che meritano attenta verifica nelle sedi competenti, ma che impongono già ora di ribadire un principio: l’indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza. Siamo al fianco dei colleghi del Tribunale per i minorenni di L’Aquila chiamati a operare in un contesto particolarmente delicato, e auspichiamo un tempestivo chiarimento da parte del Consiglio superiore della magistratura già investito della questione”, conclude la Giunta. 

 

A stretto giro, l’attacco di Salvini via social: “Preoccupati per il ‘lavoro’ dei loro colleghi magistrati, non per la salute di quei tre bambini strappati da mesi all’amore di mamma e papà. Vergognatevi!”.  

 

 

La presidente del Tribunale per i minorenni, Nicoletta Orlandi, ha scritto intanto una lettera al Csm in cui pone con urgenza un quesito in ordine ai poteri ispettivi esercitati dal ministro della Giustizia. Nel documento in particolare, Orlandi chiede al Consiglio se le richieste dell’Ispettorato per monitorare l’andamento del procedimento e il contenuto dei provvedimenti emessi dai magistrati, acquisendo anche atti istruttori, rientrino nel potere ispettivo del ministro. Nella lettera la presidente Orlandi chiede una risposta urgente anche a causa della continua richiesta di informazioni e documentazione dal ministero. 

Da parte sua, l’Ispettorato Generale fa presente che, “in adempimento dell’incarico di inchiesta amministrativa ricevuto con atto del gabinetto, si è rigorosamente attenuto a quanto previsto dall’art.12 della legge n.1311 del 1962 e che tutta l’attività svolta in occasione dell’accesso in loco e le successive richieste di atti sono strettamente connesse, nonché necessarie, ad acquisire le informazioni volte al miglior adempimento dell’incarico ricevuto dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio”, sottolinea il ministero della Giustizia dopo la missiva di Orlandi al Csm. 

“Si evidenzia, peraltro, che il richiamato articolo 12 prevede che il magistrato ispettore di un inchiesta nei riguardi di un magistrato deve, al termine dell’indagine e senza l’osservanza di particolari formalità, chiedere informazioni al Capo dell’Ufficio e chiarimenti all’interessato e poi riferire in merito al servizio prestato da quest’ultimo – prosegue – Si sottolinea, pertanto, che tutti gli accertamenti finora svolti sono stati rispettosi della sopra descritta normativa che, peraltro, non richiede “l’osservanza di particolari formalità nella conduzione dell’inchiesta amministrativa”. “Si aggiunge, infine, che ultimati gli accertamenti, la Relazione conclusiva sarà a breve trasmessa al ministro, in adempimento del mandato ricevuto e secondo quanto previsto dal citato articolo 12”, conclude.