MANTOVA – La donazione di plasma è in crescita nel Mantovano come nel resto della Lombardia, risultati di grande soddisfazione, ma che portano le Avis provinciali e regionali a lanciare un allarme “Siamo sotto attacco dai soggetti profit che minano le fondamenta del Servizio Sanitario Nazionale facendosi pagare per servizi che devono restare gratuiti“.
L’allarme è stato lanciato ieri, durante l’assemblea regionale di Como che ha coinvolto le 12 Avis provinciali, che complessivamente raggruppano 633 sedi comunali lombarde. “Il sangue non è una merce, il dono non è un prodotto” il messaggio lanciato durante l’incontro.
“Non è una novità – spiega il presidente di Avis Provinciale Mantova, Giacomo Savi – se ne parla già da 4-5 anni, durante l’assemblea è stato alzato il livello di attenzione, ma tutti noi eravamo già allertati. E’ vero, ci sono start up che creano app e si propongono come intermediarie con i donatori facendosi poi pagare per il servizio, o aziende farmaceutiche che visto che in Italia non abbiamo ancora raggiunto l’autosufficienza per quanto riguarda il plasma vorrebbero entrare nel sistema delle donazioni passando sopra il principio su cui si basa il nostro paese e cioè che la donazione è un dono, e quindi gratuita. Nel Mantovano le donazioni sono gestite al 100% da Avis e non da altre associazioni per cui è più difficile frapporsi tra noi e i nostri donatori, ma in altri territori questo rischio c’è ed è concreto”.
E’ un’infiltrazione silenziosa e organizzata da parte di soggetti profit che, dietro il linguaggio rassicurante dell’aiuto e dell’efficientamento, stanno occupando spazi che non competono loro. Con la promessa di sostenere le sedi Avis nella promozione, nel reclutamento e nell’indirizzare i donatori agli ospedali, questi soggetti entrano nel nostro sistema, intercettano relazioni, acquisiscono dati sensibili e trasformano il dono in una leva di profitto.
“A tutelare la gratuità del dono – prosegue Savi – c’è una legge che dispone che la promozione, la chiamata e la fidelizzazione dei donatori è compito delle associazioni di volontariato e delle Federazioni”.
Per tutelare ulteriormente la gratuità del dono i delegati all’assemblea regionale sono stati chiamati ad approvare una mozione di vigilanza anche attiva nei confronti di tutti quei soggetti che cercano o cercheranno di attentare al modello italiano basato sulla gratuità, sull’anonimato e sulla volontarietà del dono del sangue.
I DATI
Nel . Le donazioni totali 2025 AVIS Lombardia conta 271.534 soci complessivi, di cui 262.853 donatori attivisi attestano a 463.891, in lieve flessione (-0,54%) rispetto al 2024. Il calo riguarda in particolare il sangue intero, mentre il plasma continua a crescere, confermando un’evoluzione strutturale del sistema.
La distribuzione sul territorio conferma la capillarità dell’associazione. A Bergamo si contano 157 sedi e 35.058 donatori; a Brescia 103 sedi e 35.943 donatori; a Como 21 sedi e 15.998 donatori; a Cremona 53 sedi e 15.985 donatori; a Lecco 19 sedi e 15.581 donatori; a Lodi 15 sedi e 7.460 donatori; a Mantova 87 sedi e 16.865 donatori; a Milano 79 sedi e 53.139 donatori; a Monza e Brianza 40 sedi e 22.335 donatori; a Pavia 19 sedi e 12.791 donatori; a Sondrio 10 sedi e 8.008 donatori; a Varese 42 sedi e 23.690 donatori.


















