Covid oggi Italia, Speranza: “Oggettiva crescita dei contagi”

“Siamo ancora in una fase non facile, c’è una nuova ondata di Covid che sta toccando in maniera significativa l’Europa”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza nel suo intervento all’assemblea Cna a Roma. “La Francia ha superato 60mila contagi e la Germania 70mila. Insomma siamo di nuovo in una fase tutt’altro che semplice – sottolinea – c’è una oggettiva crescita dei contagi, ma abbiamo i numeri migliori in Europa. Servono però piedi per terra e attenzione”.  

“Credo che ogni giorno” in cui continua la battaglia contro il Covid-19 “ci indichi in qualche modo una sfida ancora incompiuta, che chiama l’impegno di tutti noi”, ha quindi affermato Speranza. Nella Giornata mondiale dei diritti umani, il ministro ha evidenziato come “questo anno e mezzo sia stato davvero indimenticabile. Credo che sulla pelle di ciascuno di noi, sulla pelle di ciascun cittadino del mondo, ci sia fino in fondo la consapevolezza di quanto questa stagione abbia mutato esistenze, destini e modi di vivere e di confrontarsi”. “Credo però – ha aggiunto – che proprio un tempo così difficile, così sfidante, ci offra l’opportunità di cogliere a fondo alcune delle questioni essenziali che riguardano l’esistenza di ciascuno di noi e sulle quali ancora tanto c’è da fare”. E per il ministro il primo aspetto riguarda proprio la salute, che è “davvero un diritto fondamentale, così come lo descrive la nostra Carta Costituzionale. Un diritto che noi dovremmo provare a garantire in ogni angolo del mondo – ha sottolineato – Io penso che questa sfida per i diritti umani, che è” appunto “una sfida ancora incompiuta a livello globale, lo sia particolarmente se si guarda all’ambito della salute”. 

In Italia siamo arrivati ad “oltre 100 milioni di dosi” di vaccino anti Covid “in meno di un anno, abbiamo l’88% di persone vaccinabili sopra gli 11 anni che hanno avuto una dose e l’85% che ha completato il ciclo. Negli ultimi giorni crescono le persone che fanno le prime dosi, abbiamo superato i 10 milioni di richiami. Gli incerti e gli insicuri si convincono. Serve piena fiducia nella scienza e non ci devono essere ambiguità su questo terreno”, ha ricordato Speranza secondo il quale “donare” dosi di vaccino anti-Covid ai Paesi poveri del mondo “è fondamentale, ma io credo che donare non basta: insieme al dono c’è bisogno di un sostegno organizzativo, logistico e strutturale” alle campagne di vaccinazione nelle nazioni più svantaggiate, ai loro sistemi sanitari, da mettere in atto “se necessario anche con forme nuove, inedite di cooperazione internazionale, multilaterale, bilaterale”. Questo è un punto sul quale “penso che ancora il nostro pezzo di mondo debba fare uno sforzo enorme”, ha ammonito nella Giornata mondiale dei diritti umani. 

Nella missione così difficile di vaccinare il mondo alle prese con la pandemia di coronavirus, ha sottolineato, “non c’è solo una questione di dosi, di produzione e di donazione di dosi, questione” pure “giusta su cui c’è un impegno fortissimo anche del nostro Governo e in modo particolare del ministero degli Esteri. Il tema non è solo donare dosi – ha ripetuto il ministro – Il tema è costruire modelli organizzativi e logistici che mettano nelle condizioni di poter utilizzare a fondo queste dosi”. Perché se “l’Italia distribuisce 100 milioni di dosi” di vaccino Covid-19 come ha fatto in meno di un anno, accade “non solo perché ce le ha, condizione necessaria, ma non sufficiente. Per far arrivare 100 milioni di dosi dove devono arrivare, c’è bisogno di Servizi sanitari nazionali che funzionino, di qualità, e purtroppo questo non c’è in tutto il mondo”. 

(Adnkronos)