MARMIROLO – L’ordinanza del Comune di Marmirolo, che reintroduce limitazioni per l’abbattimento delle nutrie dal 1° aprile al 1° settembre, e introduce vincoli operativi, preoccupa Coldiretti e l’assessore regionale all’Agricoltura, il mantovano Alessandro Beduschi, che evidenziano come il regolamento comunale rischi di rallentare l’efficacia dell’eradicazione.
BEDUSCHI: MODELLO MANTOVANO DA DIFENDERE, A MARMIROLO ATTO IN CONTRASTO CON IL PIANO REGIONALE
“Mentre il modello lombardo di contenimento delle nutrie continua a produrre risultati concreti, con Mantova punto di riferimento regionale, il Comune di Marmirolo adotta un’ordinanza che rischia di andare in direzione opposta rispetto al lavoro impostato da Regione Lombardia e dalla Provincia” afferma l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia Alessandro Beduschi.
“Il provvedimento comunale – dichiara Beduschi – come indicato dalla capogruppo di minoranza in Consiglio comunale Roberta Gaburri, che ringrazio, presenta elementi di criticità rispetto al piano regionale vigente. In particolare, reintroduce limiti temporali agli abbattimenti – dal 1° aprile al 1° settembre – superati dalle nuove disposizioni lombarde, e introduce vincoli operativi non previsti a livello regionale, con il rischio di ridurre l’efficacia degli interventi”.
Perplessità riguardano anche i criteri di ripartizione dei contributi, che appaiono poco proporzionati rispetto all’impegno effettivo degli operatori. Una scelta che si inserisce in un contesto delicato. Marmirolo è infatti tra i territori interessati dai nuovi progetti sperimentali finanziati da Regione Lombardia, pensati proprio per rafforzare l’azione nei comuni con risultati più contenuti. Nel 2025, nel territorio comunale, si sono registrate circa 1.400 catture, a fronte di un fenomeno che continua a generare danni rilevanti. Il Mantovano si conferma intanto la realtà più avanzata della Lombardia: negli ultimi dieci anni sono state smaltite circa 500.000 nutrie, di cui 200.000 solo nel triennio 2023-2025. Il 2025 ha segnato il record assoluto con oltre 80.500 capi rimossi, grazie anche alle innovazioni introdotte dal piano regionale.
“Qui non si tratta di opinioni ma di numeri: Mantova è il modello che funziona e che vogliamo difendere e rafforzare” ribadisce Alessandro Beduschi. “Le regole regionali vanno applicate, non reinterpretate. Provvedimenti locali in contrasto rischiano solo di indebolire un lavoro che sta dando risultati concreti a fronte di un fenomeno che continua a generare danni significativi alle produzioni agricole e criticità per la sicurezza idrogeologica, in particolare lungo il reticolo di canali e argini. Per questo chiediamo di fare un passo indietro e riallinearsi al piano regionale o valuteremo tutte le azioni che riterremo necessarie”.
“Il contenimento della nutria – conclude Beduschi- è un obiettivo condiviso anche da Ispra e funziona solo se si agisce in modo coordinato e con regole omogenee tra territori. Non è un passatempo organizzare i volontari o pianificare gli interventi, ma una responsabilità civile e politica che chi amministra dovrebbe sentire fino in fondo. Solo lavorando in rete, senza inerzie, possiamo ridurre un fenomeno che nasce anche da errori del passato. E va detto con chiarezza: la nutria non va in ferie. L’altissima capacità riproduttiva impone continuità d’azione e serietà, non limiti arbitrari che rischiano di compromettere risultati costruiti con fatica”.


















