Fondazione Cariverona lancia nuovo percorso: l’intelligenza artificiale per il Terzo Settore

MANTOVA – L’intelligenza artificiale entra nel cuore del Terzo Settore con AI for Social Impact, il nuovo programma promosso da Fondazione Cariverona in collaborazione con Upskill 4.0, pensato per accompagnare dieci enti non profit di Verona, Vicenza, Belluno e Mantova in un percorso gratuito di formazione, sperimentazione e progettazione dedicato all’uso responsabile dell’AI nei servizi alla persona.

L’iniziativa nasce da una domanda cruciale: come fare in modo che l’innovazione tecnologica riduca le distanze invece di ampliarle? Per cooperative sociali, associazioni e fondazioni, chiamate ogni giorno a rispondere a bisogni complessi con risorse limitate, l’AI può diventare una leva concreta per semplificare processi, migliorare la gestione dei dati, rafforzare la capacità di misurare l’impatto e liberare tempo da dedicare alla relazione umana.

È proprio da questa consapevolezza che prende forma il programma: un percorso guidato che aiuterà gli enti selezionati a individuare un bisogno reale, trasformarlo in un caso d’uso, progettare un prototipo e definire una roadmap di implementazione, con il supporto metodologico e tecnico di Upskill 4.0.

L’innovazione ha senso solo se genera valore per le comunità”, afferma Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariverona. “Il nostro ruolo non può limitarsi all’erogazione di risorse: dobbiamo creare condizioni e strumenti che permettano agli enti di crescere e sperimentare”.

Il percorso si svilupperà da maggio a novembre, alternando incontri online, sessioni in presenza e momenti intensivi di progettazione. A novembre è previsto un evento pubblico finale di restituzione, durante il quale saranno presentati i risultati e le soluzioni sviluppate.

La manifestazione di interesse, aperta fino alle 18 del 30 giugno 2026, è rivolta agli enti non profit attivi nei servizi educativi, sociali, assistenziali e di prossimità. Per candidarsi è necessario individuare un bisogno su cui lavorare, costituire un team interno di 2–4 persone (con almeno un under 35), coinvolgere una figura con competenze digitali e indicare un referente operativo e uno decisionale.

Come sottolinea Stefano Micelli, presidente di Upskill 4.0, “il vero potenziale dell’AI emerge quando valorizza le competenze interne. Nel Terzo Settore può snellire il lavoro e restituire tempo alla relazione umana”.

In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale è spesso percepita come distante o minacciosa, AI for Social Impact ribalta la prospettiva: portarla dentro il sociale significa chiedersi come la tecnologia possa rafforzare ciò che umano deve rimanere, sostenendo chi ogni giorno costruisce coesione, cura e valore per le comunità.