Casaloldo ottiene lo stop al mega‑impianto fotovoltaico

CASALOLDO – L’archiviazione dell’istanza per il mega‑impianto fotovoltaico a terra da 17,4 MW, formalizzata dalla Provincia di Mantova con l’Atto Dirigenziale n. PD/721 del 15 maggio 2026, segna un passaggio decisivo per la comunità di Casaloldo. Un esito che arriva al termine di un percorso lungo, partecipato e costruito passo dopo passo insieme ai cittadini, alle associazioni e ai Comuni vicini.

L’Amministrazione comunale sottolinea come il risultato sia frutto di un lavoro collettivo: serate informative molto partecipate, una raccolta firme estesa anche oltre i confini comunali, il coinvolgimento delle realtà agricole e territoriali, la presenza costante sui media locali e un’azione puntuale nelle sedi istituzionali competenti. Un momento particolarmente significativo è stata la serata con il giornalista Stefano Liberti, che ha contribuito ad alzare il livello del dibattito sul consumo di suolo agricolo e sulle ricadute dei grandi impianti energetici.

Determinante anche il sostegno di rappresentanti politici del territorio, che hanno scelto di affiancare la comunità nelle fasi più delicate della procedura.

Il Comune ribadisce la propria posizione: sì alla transizione energetica, ma nel rispetto del paesaggio agrario, della vocazione agricola e dell’identità locale. Un equilibrio che, secondo l’Amministrazione, deve guidare ogni scelta futura.

A nome della comunità interviene la sindaca Emma Raschi, che rivendica il metodo adottato: «Siamo molto soddisfatti di questo risultato, che premia mesi di lavoro condiviso con la nostra comunità. Fin dall’inizio abbiamo scelto di agire con responsabilità: prima informandoci a fondo, senza creare allarmismi, poi informando i cittadini sulla base di fatti documentati e infine mobilitando ogni risorsa disponibile — associazioni, istituzioni, opinione pubblica. Casaloldo crede nelle energie rinnovabili, ma crede anche che il proprio territorio agricolo, il proprio paesaggio, la propria identità non siano in vendita».

Un passaggio che chiude una fase complessa, ma che apre un nuovo capitolo: quello della pianificazione consapevole, dove sviluppo energetico e tutela del territorio non sono alternative, ma parti della stessa strategia.