MANTOVA – Oltre 250 lavoratori del settore bancario hanno partecipato oggi alle assemblee territoriali ospitate al Mamu di Mantova per discutere e votare la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale ABI. Al termine dell’incontro, il documento è stato approvato all’unanimità, dando ufficialmente il via al percorso che porterà all’apertura del confronto con l’associazione bancaria.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto sulle trasformazioni che stanno interessando il mondo del credito e sulle richieste che le organizzazioni sindacali intendono portare al tavolo negoziale. Al centro del dibattito le criticità legate alla progressiva concentrazione del settore, alla riduzione degli sportelli sul territorio, alla diminuzione dell’occupazione e alle conseguenze dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale.
Secondo quanto emerso durante le assemblee, il settore bancario è chiamato a coniugare innovazione e responsabilità sociale, mantenendo il proprio ruolo di presidio di democrazia, legalità e sviluppo economico locale. Le organizzazioni sindacali chiedono quindi un modello di banca più vicino ai cittadini e alle esigenze dei territori, capace di garantire inclusione e accesso ai servizi.
Le richieste contenute nella piattaforma sono state suddivise in quattro macroaree: lavoro, retribuzione, salute e welfare, responsabilità sociale. Tra i punti principali figura l’aumento salariale di 518 euro, ritenuto necessario per recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e per redistribuire in maniera più equa la ricchezza prodotta dal settore.
Particolare attenzione viene inoltre riservata alla riduzione dell’orario di lavoro settimanale, che i sindacati propongono di portare da 37 a 35 ore. Una misura che, secondo i promotori, sarebbe coerente con l’evoluzione degli attuali modelli organizzativi e consentirebbe di migliorare l’equilibrio tra vita professionale e privata.
Tra le rivendicazioni trovano spazio anche maggiori tutele per i giovani, investimenti nella formazione continua, protezione della privacy dei lavoratori, rafforzamento delle misure per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e una maggiore attenzione agli impatti dell’intelligenza artificiale. I sindacati sottolineano infatti la necessità di governare i processi di digitalizzazione affinché gli algoritmi non diventino fattori di esclusione nell’accesso al credito o strumenti di sostituzione indiscriminata del lavoro umano.
All’assemblea sono intervenuti Cristian Cervi della Fabi Mantova, Andrea Battistini, segretario generale First Cisl Lombardia, Gabriele Poeta Paccati, segretario generale Fisac Cgil Lombardia, Massimo Parecchini della Uilca Brescia e Daniele Torresani di Unisin Cremona.
Un percorso negoziale che non sarà semplice, secondo i sindacati: le assemblee rappresentano soltanto il primo passaggio di una mobilitazione che potrebbe intensificarsi qualora le risposte dell’ABI venissero giudicate insufficienti rispetto alle richieste avanzate dai lavoratori del settore.


















