MANTOVA/CREMONA – Cancellare i tagli al personale docente e ATA stabiliti dalla legge di bilancio e tornare a investire nella scuola pubblica: è l’obiettivo della mobilitazione nazionale promossa da Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief. Il ciclo di proteste prenderà il via mercoledì 11 novembre 2026 con un primo sit-in a Roma nei pressi del Ministero della Funzione Pubblica.
Le ricadute sul territorio di Mantova e Cremona
La protesta tocca da vicino gli istituti scolastici delle province di Mantova e Cremona, dove la presenza di organici adeguati è determinante per garantire la continuità dei servizi.
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La posizione del sindacato: «Ridurre il personale scolastico vuol dire aumentare i carichi di lavoro, aggravare le difficoltà organizzative degli istituti e mettere a rischio la qualità del servizio educativo», sottolinea Michela Russo, segretaria generale della Cisl Scuola Asse del Po.
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L’opportunità del calo demografico: Secondo il sindacato, la diminuzione delle nascite dovrebbe essere sfruttata come occasione per ridurre il numero di alunni per classe, rafforzare la didattica e rispondere meglio ai bisogni degli studenti.
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Le richieste al Governo: Le sigle sindacali chiedono all’esecutivo la cancellazione immediata dei tagli previsti e l’apertura di un tavolo di confronto concreto e costruttivo.


















