Curtatone, nuova protesta sul Pgt: Levata si mobilita contro l’espansione residenziale

LEVATA (CURTATONE) – Dopo la vicenda dell’area commerciale tra Eremo e Montanara dove il Tosano ha chiesto di trasferirsi per realizzare un nuovo insediamento, un’altra protesta sullo sviluppo urbanistico a Curtatone si leva dai cittadini e fa presupporre che l’incontro sul Pgt, previsto per giovedì 22 gennaio alle 18 nella Sala Consiliare del Municipio, sarà molto dibattuto.
In questo caso sono i residenti di Levata a farsi sentire a dire no alla “trasformazione urbanistica prevista dal Pgt 2024 nell’ambito ATR 603 ‘Ca’ Pia’.
“Il progetto, che promuove un ulteriore quartiere residenziale in espansione del P.I.I. Edera
(Fase II), appare come una scelta slegata dalle reali necessità del territorio e della
popolazione. L’ATR 603 introduce un incremento della densità abitativa che non si integra con il tessuto urbano esistente. La previsione di edifici fino a 3 piani rappresenta una scelta in netta controtendenza rispetto all’assetto storico di Levata e Curtatone, minacciando di
frammentare definitivamente l’identità paesaggistica locale” dichiarano con una nota Fernando Vincenti, Roberta Madio, Raffaele Rotondo, Fausto Filippini, Monja Parmigiani e Stefano Della Casa che aggiungono: “questa nuova iniziativa giunge in un momento paradossale: la vicina lottizzazione Canova risulta a oggi ancora incompiuta e gravata da problemi irrisolti. Il rischio concreto è quello di amplificare le difficoltà di un quartiere già sofferente, senza garantire infrastrutture e servizi adeguati”.
Secondo i residenti il progetto solleverebbe criticità su più fronti, ad iniziare da quello idrogeologico e dell’impatto ambientale. “L’area è classificata con vincoli di rilievo
(Classe 3: problematiche idrogeologiche dovute a elevata vulnerabilità dell’acquifero
superficiale). Inoltre la presenza di impianti fotovoltaici adiacenti a via del Palladio desta forti timori per la scarsa mitigazione ambientale. Si tratta, inoltre, di investimenti puramente privati che nulla hanno a che fare con il modello di “Comunità Energetica” a beneficio dei cittadini” spiegano i firmatari.
Vi è poi il problema del sovraffollamento commerciale. “Le planimetrie prevedono una nuova struttura di media vendita. Un controsenso economico, data la vicinanza di colossi come Conad, Comet, IperCoop e Lidl. Una scelta che risponde a logiche di profitto e non ai bisogni dei residenti” continua la nota che evidenzia pure un problema di ‘conflitto con l’area industriale’ visto che “Levata ospita già un polo industriale con un intenso traffico
di mezzi pesanti. L’aggiunta di nuove residenze aggraverà il conflitto tra funzioni abitative e
produttive, senza alcuna soluzione per il traffico e l’inquinamento”.
I cittadini ribadiscono che a Levata come nel resto di Curtatone non sevono nuovi volumi residenziali ma investimenti strutturali nel tessuto sociale. “La comunità chiede spazi pubblici dedicati alla cultura, allo sport e all’aggregazione; servizi di prossimità per giovani e anziani; strutture di welfare capaci di rafforzare la coesione sociale. Senza una strategia integrata, l’incremento residenziale si riduce a pura cementificazione
speculativa, priva di qualsiasi beneficio per la collettività. La storia si ripete: già in passato questa pianificazione era stata duramente contestata. Oggi le criticità sono persino aumentate, aggravate dal rischio che il decremento demografico di
Curtatone trasformi l’area in un quartiere fantasma incompiuto” continuano i residenti che invitano la cittadinanza a far sentire la propria voce durante l’incontro pubblico di giovedì prossimo.