GOVERNOLO – Sta prendendo forma a Governolo un progetto che unisce memoria industriale, eccellenza nautica e visione imprenditoriale. Protagonista è Giuliano Negrini, 82 anni, fondatore della compagnia fluviale Navi Andes e conosciuto da tutti come il “Comandante”. Dopo anni di lavoro e trattative, Negrini è riuscito a recuperare l’Azimut Atlantic Challenger, una delle imbarcazioni più iconiche della nautica italiana, con l’obiettivo di restaurarla e trasformarla in un simbolo del Made in Italy.
Il progetto sarà presentato ufficialmente da Ivan Giuseppe Drogo, presidente degli Stati Generali del Patrimonio Italiano, che ha riconosciuto nell’iniziativa un valore culturale e identitario di rilievo nazionale.
Una barca leggendaria della nautica italiana
L’Azimut Atlantic Challenger nasce nel 1988 come sfida tecnologica e sportiva.
Lunga 27 metri e larga 7,50, rappresenta un capolavoro di design e ingegneria: scafo planante in alluminio costruito dai cantieri Benetti, linee firmate da Pininfarina, motorizzazione CRM, turbine Riva Falzoni, velocità di crociera: 40 nodi, velocità massima: 60 nodi, autonomia: 3.800 miglia nautiche grazie a serbatoi da 85.000 litri
Fu voluta da Paolo Vitelli, fondatore di Azimut, per tentare la conquista del Nastro Azzurro, il prestigioso riconoscimento assegnato alle imbarcazioni capaci di battere il record di traversata atlantica senza scalo.
Al timone c’era Cesare Fiorio, lo stesso skipper che guiderà poi il Destriero, vincitore del Nastro Azzurro nel 1992. L’Atlantic Challenger, invece, dovette interrompere la corsa per un grave guasto a un motore, probabilmente causato dall’ingresso di acqua da una presa d’aria.
Dal declino all’abbandono
Dopo il fallito tentativo, l’imbarcazione venne riportata a Viareggio, dove rimase per anni in stato di abbandono. Nel 1999 era ormai un relitto di alluminio, dimenticato da tutti.
Tutti tranne uno.
Il salvataggio del “Comandante”
Fu proprio Giuliano Negrini, uomo d’acqua dolce e imprenditore visionario, a decidere di salvarla. A Mantova Negrini è noto per aver fondato Navi Andes, compagnia di navigazione fluviale che gestisce cinque navi, itinerari sul Po e sul Mincio, attività nella laguna veneta e sui laghi laziali. Vedere l’Atlantic Challenger ridotta a un rottame fu per lui un colpo al cuore. Da lì nacque il sogno: riportarla in vita.
Il restauro a Governolo
I lavori inizieranno a breve al Porto di Governolo (Mantova). Il progetto prevede: ripristino dei colori originali, ricostruzione dei loghi delle sponsorizzazioni storiche, restauro completo degli interni, realizzazione di una plancia di comando identica a quella del 1988
Accanto a Negrini c’è il pilota motorista Benedetto Ferrarini, 48 anni, che collabora per lo sviluppo e la realizzazione del progetto per recuperare la parte sportiva dell’Azimuth essendo stato un ex pilota di autovetture. Ferrarini ha mantenuto nel tempo contatti importanti con aziende del settore Corse e quindi in grado di fornire canali utili per il rifacimento di particolari sportivi dell’Azimuth.
Un futuro come ambasciatrice del Made in Italy
Negrini immagina per l’Atlantic Challenger un ruolo nuovo: «Sogno un futuro per l’Azimut Atlantic Challenger come palcoscenico per le eccellenze del Made in Italy».
Un’idea che unisce cultura industriale, turismo, design e promozione del territorio.
Il progetto ha già un’aura simbolica: il primo biglietto per la rinascita dell’imbarcazione fu acquistato per un dollaro da Rockefeller.
Il biglietto numero 2 verrà consegnato a ottobre, durante la presentazione ufficiale, al presidente degli Stati Generali del Patrimonio Italiano, Ivan Giuseppe Drogo.
A Governolo, dunque, non sta rinascendo solo una barca: sta tornando alla vita un pezzo di storia della nautica italiana.


















