Marmirolo limita abbattimenti nutrie, Coldiretti e Regione contrari: “Complica efficacia eradicazione”

MARMIROLO – L’ordinanza del Comune di Marmirolo, che reintroduce limitazioni per l’abbattimento delle nutrie dal 1° aprile al 1° settembre, e introduce vincoli operativi, preoccupa Coldiretti e l’assessore regionale all’Agricoltura, il mantovano Alessandro Beduschi, che evidenziano come il regolamento comunale rischi di rallentare l’efficacia dell’eradicazione.

“Sul tema delle nutrie la questione non è solamente agricola, ma abbraccia anche la sicurezza idraulica dei territori e l’incolumità dei cittadini, anche sul fronte della circolazione stradale e della salute. Abbiamo bisogno di mantenere alta la guardia e di garantire un impegno costante, che coinvolga le istituzioni, il sistema agricolo, gli operatori chiamati a contrastare una minaccia concreta come quella delle nutrie” afferma il presidente di Coldiretti Mantova Fabio Mantovani, che chiede di stringere le fila nel contrasto all’animale alloctono, per incrementare se possibile il numero di catture, che nel 2025 ha superato le 80mila unità, con un incremento del 25% rispetto al 2024.
“I danni da nutrie sono ingenti ed esulano, sottolineiamo di nuovo, il contesto meramente agricolo – prosegue Mantovani -. È stato faticosamente raggiunto un equilibrio grazie al piano regionale in vigore, che ha assicurato maggiore libertà di intervento nelle azioni finalizzate al contenimento della nutria. L’ordinanza del Comune di Marmirolo rischia di rallentare le operazioni di eradicazione della nutria. Come agricoltori e come forza sociale a tutela dei cittadini, Coldiretti Mantova richiama l’attenzione sul pericolo degli animali alloctoni e selvatici. Non dobbiamo trascurare la tutela dell’ambiente, che è una priorità degli agricoltori, correndo il rischio di sottostimare i problemi ed esporre il mondo agricolo e società a pericoli concreti”.

 

BEDUSCHI: MODELLO MANTOVANO DA DIFENDERE, A MARMIROLO ATTO IN CONTRASTO CON IL PIANO REGIONALE

“Mentre il modello lombardo di contenimento delle nutrie continua a produrre risultati concreti, con Mantova punto di riferimento regionale, il Comune di Marmirolo adotta un’ordinanza che rischia di andare in direzione opposta rispetto al lavoro impostato da Regione Lombardia e dalla Provincia” afferma l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia Alessandro Beduschi.

“Il provvedimento comunale – dichiara Beduschi – come indicato dalla capogruppo di minoranza in Consiglio comunale Roberta Gaburri, che ringrazio, presenta elementi di criticità rispetto al piano regionale vigente. In particolare, reintroduce limiti temporali agli abbattimenti – dal 1° aprile al 1° settembre – superati dalle nuove disposizioni lombarde, e introduce vincoli operativi non previsti a livello regionale, con il rischio di ridurre l’efficacia degli interventi”.

Perplessità riguardano anche i criteri di ripartizione dei contributi, che appaiono poco proporzionati rispetto all’impegno effettivo degli operatori. Una scelta che si inserisce in un contesto delicato. Marmirolo è infatti tra i territori interessati dai nuovi progetti sperimentali finanziati da Regione Lombardia, pensati proprio per rafforzare l’azione nei comuni con risultati più contenuti. Nel 2025, nel territorio comunale, si sono registrate circa 1.400 catture, a fronte di un fenomeno che continua a generare danni rilevanti. Il Mantovano si conferma intanto la realtà più avanzata della Lombardia: negli ultimi dieci anni sono state smaltite circa 500.000 nutrie, di cui 200.000 solo nel triennio 2023-2025. Il 2025 ha segnato il record assoluto con oltre 80.500 capi rimossi, grazie anche alle innovazioni introdotte dal piano regionale.

“Qui non si tratta di opinioni ma di numeri: Mantova è il modello che funziona e che vogliamo difendere e rafforzare” ribadisce Alessandro Beduschi. “Le regole regionali vanno applicate, non reinterpretate. Provvedimenti locali in contrasto rischiano solo di indebolire un lavoro che sta dando risultati concreti a fronte di un fenomeno che continua a generare danni significativi alle produzioni agricole e criticità per la sicurezza idrogeologica, in particolare lungo il reticolo di canali e argini. Per questo chiediamo di fare un passo indietro e riallinearsi al piano regionale o valuteremo tutte le azioni che riterremo necessarie”.

“Il contenimento della nutria – conclude Beduschi- è un obiettivo condiviso anche da Ispra e funziona solo se si agisce in modo coordinato e con regole omogenee tra territori. Non è un passatempo organizzare i volontari o pianificare gli interventi, ma una responsabilità civile e politica che chi amministra dovrebbe sentire fino in fondo. Solo lavorando in rete, senza inerzie, possiamo ridurre un fenomeno che nasce anche da errori del passato. E va detto con chiarezza: la nutria non va in ferie. L’altissima capacità riproduttiva impone continuità d’azione e serietà, non limiti arbitrari che rischiano di compromettere risultati costruiti con fatica”.

GABURRI: “COSI’ SI OSTACOLA IL CONTENIMENTO SUL TERRITORIO”

“In qualità di capogruppo della minoranza del Comune di Marmirolo, a seguito di numerose segnalazioni da parte del settore agricolo intervenute nei giorni scorsi, intendo sottolineare il completo disaccordo di tutta la minoranza con l’ordinanza emessa dal sindaco del Comune di Marmirolo, n. 25 del 30 marzo 2026, contenente disposizioni per il contenimento e l’eradicazione della nutria sul territorio comunale mediante abbattimento diretto con arma da fuoco” A spiegarlo è la capogruppo di minoranza in Consiglio comunale Roberta Gaburri che prosegue: “In tale ordinanza vengono modificati gli orari e i periodi di sparo (dal 1° aprile al 1° settembre), in contrasto con quelli previsti dal piano di contenimento provinciale e regionale. Inoltre, nel vademecum allegato all’ordinanza si parla della necessità di squadre composte da almeno quattro operatori e del limite massimo di due squadre giornaliere operanti sul territorio, anch’essi in totale contrasto con quanto previsto dai piani sovracomunali”.

“Ad aggiungersi, nella convenzione stipulata con Federcaccia è stato stabilito di ripartire i fondi in modo lineare tra gli operatori, a patto che i soggetti abbattano almeno 100 nutrie in un anno. Ci chiediamo pertanto, oltre a ritenere tale ordinanza illegittima in quanto in contrasto con il Piano provinciale nutrie 2024-2026 e con il Piano regionale triennale 2024-2026, quali siano gli scopi di tale ordinanza. Il territorio marmirolese e, in modo particolare, il settore agricolo necessitano di tale eradicamento nei modi e nei termini previsti dai piani regionale e provinciale, senza le limitazioni introdotte da un’ordinanza comunale di cui non si comprende il significato” conclude Gaburri.