BOZZOLO – Fine agosto e inizio settembre segnano, come ogni anno, l’arrivo della vendemmia, il momento più atteso dai viticoltori: dopo dodici mesi di lavoro nei campi, i grappoli maturi vengono raccolti e portati in cantina, dove il mosto inizierà il suo percorso verso il vino.
Un rito che affonda le radici nella storia. Gli antichi romani celebravano la Vinalia il 19 agosto, una festa dedicata a Giove per ringraziare dell’annata agricola e propiziare la raccolta imminente. Una tradizione che, pur trasformata, conserva ancora oggi un’aura quasi magica: la vendemmia è vissuta come un momento di gioia, di comunità, di lavoro condiviso, capace di coinvolgere anche chi non è addetto ai lavori.
Uva Bramastone: il vitigno raro che resiste alla bruma
Tra le uve che si raccolgono in questo periodo ce n’è una davvero particolare: l’uva Bramastone, conosciuta anche come bramesta, bermestone o brumesta. Un vitigno autoctono dell’Italia settentrionale, tipico delle terre tra Emilia e Lombardia, documentato sin dal Settecento nei territori ducali di Parma, Modena e Reggio Emilia. A riscoprire la varità di quest’uva il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio che cura un podere tra vitigno e orto avuto in “eredità” da alcuni parenti scomparsi da tempo. “Un modo per isolarmi dal logorio della vita moderna – confessa Torchio – Certo ho avuto timore che la grandine potesse rovinare l’uva. E’ un vitigno antico. Non ha prodotto molta uva ma quei quattro – cinque grappoli sono bellissimi e i loro acini, accuratamente staccati con il picciolo saranno sufficienti da conservare in vasi sotto spirito da offrire in eventi od occasioni particolari”.
L’uva Bramastone si presenta cosi: acini grandi, giallo‑dorati o rosati a maturazione, con buccia e polpa molto consistenti; la maturazione è tardiva, arriva tra settembre e fine autunno: il nome popolare richiama proprio la capacità dell’uva di resistere sulla pianta fino alle nebbie e alla bruma. E’ storicamente apprezzata come uva da serbo (da appendere) e consumare durante l’inverno. Ottima in alcol a 90° o grappa. Oggi è una varietà rarissima, recuperata da vivaisti e appassionati di Frutti Antichi per salvaguardare la biodiversità agricola locale.
Un simbolo di identità agricola
La vendemmia del Bramastone non è solo un gesto agricolo: è un frammento di storia che ritorna. In un periodo in cui la viticoltura punta sempre più sulla sostenibilità e sulla tutela delle varietà antiche, questo vitigno rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra memoria contadina e innovazione.

















