PEGOGNAGA – Un pomeriggio di riflessione profonda e analisi politica quello vissuto oggi a Pegognaga, dove l’onorevole Gianni Cuperlo è intervenuto per illustrare le ragioni del “No” al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Davanti a una platea attenta, l’esponente dem ha messo in guardia sui rischi di una riforma che considera “blindata” e priva di un vero confronto democratico.
La difesa della Magistratura
«I magistrati in questo paese fanno il loro lavoro, a volte in modo eroico», ha esordito Cuperlo, deplorando i toni di una campagna che ha trascinato nella polemica figure di riferimento che hanno pagato con la vita il loro impegno. «Le regole della democrazia vanno discusse insieme; questa riforma è uscita dal Parlamento esattamente come è entrata, senza accogliere alcun emendamento».
Il significato politico del voto
Secondo Cuperlo, l’esito del voto referendario avrà un peso determinante sul clima politico dei prossimi dodici mesi. «Siamo di fronte a una destra che ha un rapporto diverso con le regole della democrazia liberale. Questo voto traccia un sentiero fondamentale: le prossime elezioni saranno le più importanti dal 1948, perché in gioco c’è la tenuta stessa dell’ordinamento politico e l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica».
Una partecipazione corale
L’incontro ha visto una nutrita rappresentanza del Partito Democratico locale e nazionale. Al fianco di Cuperlo sono intervenuti: Marco Carra, segretario del circolo Pd di Pegognaga e consigliere regionale; Antonella Forattini, deputata Pd; Adriano Stabile, segretario provinciale Pd di Mantova; Viola Messori, consigliera comunale di “Riattiviamo Pego”; Giacomo Virgili per i Giovani Democratici.
Il messaggio finale è stato un appello alla partecipazione consapevole: «L’esito di questo voto cambierà il clima nel Paese», ha concluso Cuperlo, ribadendo l’importanza di difendere l’attuale equilibrio dei poteri.

















