Riattiviamo Pego: mozione per difendere il consenso nella legge sulla violenza sessuale

Le opposizioni di Riattiviamo Pego

PEGOGNAGA – Il Gruppo Consiliare Riattiviamo Pego ha depositato in Consiglio comunale una mozione che chiede al Comune di Pegognaga di assumere una posizione chiara e pubblica a tutela del principio del consenso libero, attuale ed esplicito nella definizione dei reati di violenza sessuale. Una presa di posizione che arriva in un momento in cui il dibattito parlamentare rischia — secondo il gruppo — di indebolire questo cardine, spostando l’attenzione dal consenso al “dissenso” espresso dalla vittima.

La mozione richiama la Convenzione di Istanbul, che pone il consenso al centro della definizione della violenza sessuale e che rappresenta, per Riattiviamo Pego, uno standard irrinunciabile di civiltà giuridica e culturale. Il timore è che un arretramento normativo possa rendere più difficile riconoscere la violenza nei casi in cui la vittima si trovi in condizioni di shock, paura o incapacità di reagire.

«La centralità del consenso è un principio che non può essere messo in discussione — afferma il gruppo Riattiviamo Pego —. Serve continuare a promuovere una cultura fondata sul rispetto, sull’autodeterminazione e sulla libertà delle donne, evitando ogni passo indietro nella tutela delle vittime».

La mozione impegna il Sindaco e la Giunta: sostenere il principio del consenso — riaffermando che la definizione dei reati di violenza sessuale deve basarsi sul consenso libero ed esplicito; promuovere progetti educativi — in collaborazione con scuole e agenzie educative, per diffondere la cultura del rispetto; sollecitare Parlamento e Governo — affinché recepiscano integralmente gli standard della Convenzione di Istanbul; monitorare l’iter legislativo — seguendo l’evoluzione delle norme nazionali sul tema.

Il documento nasce in un contesto segnato dal perdurare della violenza di genere e dall’aumento dei casi che coinvolgono donne giovani e giovanissime. Per Riattiviamo Pego, proprio questa realtà rende ancora più urgente ribadire la necessità di strumenti legislativi chiari, efficaci e pienamente allineati agli standard internazionali.