Viale Guerra, presidio di De Marchi al Campo Scuola. Sucar Drom: “Debiti sotto controllo”

MANTOVA – Sembrano smorzarsi i toni che avevano accompagnato ieri la notizia del presidio del candidato Luca De Marchi al campo nomadi. L’iniziativa verrà svolta infatti davanti al Campo Scuola (dove a quanto risulta era stata sempre prevista fin dal percorso autorizzativo), che dista quasi un chilometro: saranno quindi più difficili momenti di attrito.

Sucar Drom replica nuovamente al candidato sindaco e puntualizza alcuni concetti: da più di un anno i residenti di viale Guerra hanno ripreso a pagare. Infine l’associazione torna a stigmatizzare le iniziative come quella di De Marchi, accusato di “fomentare i pregiudizi per tornaconto politico”.

“La riflessione che vogliamo fare riguarda il debito delle famiglie che vivono nell’Area sbandierato da De Marchi. Anche in questo caso il candidato sindaco dimostra di avere la memoria corta – aggiunge l’associazione – e di utilizzare unicamente la cosa per scopi elettorali, dimenticando che quando era in maggioranza con la giunta Sodano su sua iniziativa la gestione dell’Area venne tolta a Sucar Drom, che fino ad allora aveva assicurato invece i versamenti senza accumulare debiti, e passata direttamente al Comune. Da questo momento sono iniziate le difficoltà organizzative che hanno portato ad un forte incremento del debito. Ma De Marchi con le sue dichiarazioni è fuori tempo, dato che attualmente, e da più di un anno, i residenti in viale Guerra 23 hanno ripreso a pagare regolarmente ed è già attivo un piano di recupero dei debiti condiviso tra l’ente gestore Aster e le famiglie”.

“Inoltre solo De Marchi parla di mancato “smantellamento del campo nomadi”. Con l’attuale giunta si sta invece lavorando per un graduale superamento dell’Area, come dimostra il calo del numero dei residenti negli ultimi dieci anni dovuto all’uscita di molte famiglie. Per concludere riteniamo che queste azioni non servano ad altro che incrementare i dissidi e fomentare i pregiudizi unicamente per visibilità politica nei momenti elettorali, quando invece ci vorrebbe dialogo e conoscenza dei fatti”.