Rincari Netflix bocciati dal Tribunale: Bassi: “Adiconsum pronta a tutelare consumatori dopo sentenza definitiva”

MANTOVA – La sentenza del Tribunale di Roma che ha dichiarato illegittimi gli aumenti unilaterali degli abbonamenti Netflix applicati tra il 2017 e il gennaio 2024 potrebbe aprire la strada a richieste di rimborso da parte di milioni di utenti italiani. Il giudice, con la sentenza n. 4993 del 1° aprile 2026, ha infatti stabilito la nullità delle clausole contrattuali che consentivano alla piattaforma streaming di modificare unilateralmente sia le condizioni economiche sia quelle normative del servizio.
La decisione arriva dopo l’azione collettiva promossa da Movimento Consumatori e riguarda le clausole che, negli anni, hanno permesso a Netflix di aumentare più volte il costo degli abbonamenti. Secondo le stime riportate dall’associazione, il colosso dello streaming sarebbe passato in Italia da circa 1,9 milioni di clienti nel 2019 a oltre 5,4 milioni nell’ottobre 2025.

Gli aumenti contestati variano in base al piano sottoscritto. Per il piano Premium i rincari applicati nel 2017, 2019, 2021 e 2024 ammontano complessivamente a 8 euro mensili, mentre per il piano Standard a 4 euro al mese. In alcuni casi, secondo le associazioni dei consumatori, i rimborsi potrebbero arrivare fino a circa 500 euro per gli utenti Premium e a 250 euro per quelli Standard. Coinvolto anche il piano Base, aumentato di 2 euro nell’ottobre 2024.
Netflix ha annunciato ricorso contro la decisione del tribunale romano. Nel frattempo il Movimento Consumatori ha fatto sapere di voler avviare una class action per ottenere la restituzione degli aumenti ritenuti illegittimi. L’associazione contesta inoltre gli aggiornamenti alle condizioni di utilizzo e all’informativa privacy introdotti dalla piattaforma il 17 aprile scorso, ritenendoli un tentativo di aggirare la sentenza.

Sulla vicenda interviene anche l’avvocato Giorgio Bassi, legale di Adiconsum Mantova, che invita però alla prudenza in attesa dei successivi gradi di giudizio. “Se dovesse arrivare una sentenza definitiva che accerta l’irregolarità dei contratti, auspico che Netflix non costringa tutti gli utenti a presentare ricorso, considerato che presumibilmente lo perderebbe. La sentenza del Tribunale di Roma è infatti molto dettagliata e articolata. Dal momento che Netflix ha presentato appello, bisognerà capire se la Corte d’Appello di Roma e successivamente la Corte di Cassazione confermeranno o meno questa decisione”.

Alla domanda su come si stia muovendo Adiconsum, Bassi spiega che al momento l’associazione mantiene una linea attendista. “Adiconsum si trova al momento in una situazione di vigile attesa e prende atto del fatto che sia stato presentato appello. L’associazione non invita pubblicamente i consumatori a inviare diffide per contestare le condizioni contrattuali – conclude il legale – ma è pronta a farlo qualora la sentenza dovesse essere confermata. Chiunque abbia sottoscritto un contratto prima della sentenza si tenga quindi pronto a far valere questo diritto”.